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Recupero degli scarti di manufatti in cemento direttamente nel ciclo produttivo
Frantoio elettrico a mascelle serie CR
Le aziende che producono manufatti e prefabbricati in cemento si trovano spesso a gestire scarti di produzione, pezzi rotti, sfridi, prodotti non conformi o resi che non possono essere immessi sul mercato. Si tratta di materiali che possono nascere in diverse fasi del processo produttivo: durante la colata, la maturazione, la movimentazione, il deposito, il controllo qualità o il trasporto.
Tra i manufatti interessati possono rientrare, ad esempio, blocchi in cemento, cordoli, pozzetti, lastre, pannelli, elementi modulari, vasche, canalette, recinzioni prefabbricate, new jersey, elementi per contenimento, pavimentazioni, chiusini, pezzi vibrocompressi e altri componenti in calcestruzzo. Anche quando questi prodotti non possono più essere venduti come manufatti finiti, il materiale di cui sono composti conserva un valore e può essere recuperato attraverso un processo di riduzione meccanica.
In molte realtà produttive, questi residui vengono ancora considerati un ingombro da movimentare, stoccare e conferire all’esterno. Un accumulo di scarti cementizi occupa spazio nel piazzale o nelle aree interne, richiede mezzi per la movimentazione e può incidere sull’organizzazione dello stabilimento. Inoltre, quando il materiale viene gestito solo come rifiuto da conferire, l’azienda deve fare i conti con costi logistici, tempi di attesa e minore autonomia nella gestione del proprio flusso produttivo.
Una soluzione sempre più interessante è il recupero dello scarto direttamente nel luogo in cui viene generato, cioè all’interno dello stabilimento produttivo. In questo modo, il materiale cementizio non viene considerato solo come un residuo da smaltire, ma come una risorsa che può essere frantumata, ridotta di volume e preparata per successive fasi di gestione, selezione o riutilizzo.
Nel caso dei produttori di manufatti in cemento, una soluzione vantaggiosa è l’integrazione di un frantoio elettrico della Serie CR di CM Crusher direttamente all’interno del processo produttivo. Il frantoio può essere installato nel punto in cui lo scarto viene generato o selezionato, ad esempio vicino all’area in cui vengono individuati i manufatti non conformi, evitando così stoccaggi intermedi in attesa di un successivo trattamento.
In questo modo si passa da una gestione dello scarto “a posteriori” a una soluzione concreta, rapida e integrata nel ciclo produttivo. Il materiale viene trattato subito, frantumato secondo la granulometria richiesta e trasformato in un aggregato più facilmente riutilizzabile, pronto per essere reinserito all’interno del processo produttivo aziendale
Il CR 600 di CM Srl è un frantoio elettrico a mascelle adatto alla lavorazione di scarti cementizi e prefabbricati in cemento. Grazie alla possibilità di configurarlo con tramoggia e supporto personalizzati, nastri trasportatori, vagli vibranti e separatore magnetico, può essere inserito all’interno dell’impianto produttivo in base al layout dello stabilimento e alle esigenze dell’azienda.
Il materiale in ingresso viene frantumato e trasformato in pezzature più gestibili. La regolazione della pezzatura in uscita consente di adattare il risultato agli obiettivi interni. Quando necessario, l’aggiunta di vagli permette di separare il materiale in diverse frazioni, mentre il separatore magnetico può facilitare la gestione del ferro d’armatura in presenza di cemento armato.
Un esempio pratico può essere quello di un’azienda che produce blocchi, cordoli o elementi prefabbricati e che ogni giorno genera pezzi rotti, elementi non conformi o sfridi irregolari. Inserendo un frantoio CM CR 600 nel ciclo produttivo, questi scarti possono essere convogliati verso la macchina, frantumati e raccolti in cassoni, oppure trasferiti tramite nastri verso le successive fasi di selezione e reintegro nella produzione di nuovi manufatti.
Integrare il recupero degli scarti nel processo produttivo permette quindi di migliorare l’organizzazione dello stabilimento, ridurre i volumi da gestire, limitare le movimentazioni interne, diminuire il ricorso allo smaltimento esterno e valorizzare un materiale che altrimenti verrebbe considerato solo come scarto. Per le aziende che producono manufatti in cemento, il riciclo interno rappresenta un passo concreto verso una produzione più efficiente, sostenibile e orientata alla valorizzazione delle risorse.