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#Fiere ed eventi
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Automa Chem 2026
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Automazione e intelligenza artificiale nella produzione chimica: quattro fronti su cui si agisce contemporaneamente
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Attualmente, nel settore chimico non esiste un unico percorso di automazione, ma ce ne sono diversi, che si sviluppano contemporaneamente in diverse parti della catena del valore. I robot vengono testati in zone di produzione pericolose. Un’altra iniziativa nel campo della robotica è in corso proprio durante la costruzione degli impianti. Alla base di entrambe, gli ingegneri stanno ancora cercando di capire come garantire il flusso dei dati. Inoltre, metodi di intelligenza artificiale sviluppati per altri settori stanno iniziando a fare la loro comparsa nelle operazioni chimiche e farmaceutiche. Nessuna di queste iniziative è identica alle altre, e trattarle come se fossero un unico fenomeno rischia di far perdere di vista ciò che sta realmente accadendo in ciascuna di esse.
I robot nell’impianto
Ad aprile, BASF e Sevnce Robotics hanno firmato un protocollo d’intesa che ha segnato una svolta nel modo in cui l’industria chimica affronta la robotica. Piuttosto che un progetto pilota confinato in un laboratorio di innovazione, l’accordo punta a qualcosa di più strutturale: robot che pattugliano i siti produttivi di BASF e l’applicazione della scienza dei materiali propria di BASF nella loro realizzazione.
«BASF è lieta di approfondire la cooperazione strategica con Sevnce Robotics, concentrandosi sulla trasformazione digitale e su scenari di produzione sicura nell’industria chimica», ha dichiarato il dottor Jeffrey Lou, presidente e amministratore delegato di BASF Greater China, in occasione dell’annuncio dell’accordo.
Il protocollo d’intesa è bidirezionale. BASF e Sevnce valuteranno l’impiego dei sistemi di ispezione robotici e intelligenti di Sevnce, comprese le piattaforme quadrupedi, in tutti i siti BASF, con un’attenzione particolare alle applicazioni critiche per la sicurezza, ovvero quelle zone in cui l’invio di una persona è impraticabile o realmente rischioso. Allo stesso tempo, BASF sta apportando competenze nel campo dei materiali che le aziende di robotica solitamente non ottengono da un fornitore chimico, lavorando alla progettazione leggera di robot quadrupedi e umanoidi utilizzando le proprie plastiche tecniche, i poliuretani termoplastici e i sistemi poliuretanici.
Vale la pena precisare cosa è già avvenuto e cosa non è ancora successo. L’accordo riguarda
l’esplorazione di queste applicazioni, non un’implementazione completa, e BASF non ha annunciato quanti robot siano stati dispiegati né secondo quale tempistica. Ciò non rende l’annuncio meno significativo. Il fatto che un importante produttore chimico si impegni pubblicamente nella ricerca e sviluppo di materiali per l’hardware robotico rappresenta un segnale di natura diversa rispetto a una sperimentazione in un singolo sito.
Una ricerca di McKinsey aiuta a spiegare perché questo sia importante. L’intelligenza artificiale generativa riguarda solo il 14% delle attività nel settore dell’energia e dei materiali, contro una media del 23% negli altri settori, e l’industria chimica si trova nella parte più lenta di una curva tecnologica che la produzione automobilistica ed elettronica ha scalato anni fa. Parte del motivo è di natura strutturale: gli impianti chimici gestiscono processi continui in zone con atmosfera esplosiva, dove le attrezzature devono essere certificate per ambienti pericolosi prima di poter funzionare. Un robot che funziona bene in un altro stabilimento spesso non può essere semplicemente trasportato in un impianto chimico: questo è esattamente il motivo per cui una partnership nel campo della scienza dei materiali è fondamentale in questo contesto, a differenza di quanto potrebbe accadere in un settore meno pericoloso.
Robot prima ancora che l’impianto entri in funzione
Le operazioni non sono l’unico ambito in cui la robotica sta facendo la sua comparsa. Al Congresso sull’automazione e la digitalizzazione nel settore chimico (Automa Chem) 2026, che si terrà a Berlino questo ottobre, Antonio Schiavone, responsabile del dipartimento Construction Home Office di Tecnimont, terrà una presentazione sulla robotica, l’intelligenza artificiale e la pianificazione della sostenibilità durante la fase di costruzione stessa, prima ancora che un impianto inizi a produrre.
Tecnimont fa parte di MAIRE, un gruppo di ingegneria che opera nei settori dell’azoto, dell’idrogeno, del carbonio circolare, dei combustibili, dei prodotti chimici e dei polimeri, con circa 6.500 dipendenti e oltre 20.000 persone coinvolte nei suoi progetti in circa 45 paesi. Tecnimont fornisce servizi integrati di ingegneria e costruzione per impianti complessi nel settore della trasformazione delle risorse naturali. L’introduzione della robotica e dell’intelligenza artificiale nella fase di costruzione, anziché limitarsi alle operazioni a impianto a regime, mette in luce un aspetto del dibattito sull’automazione che riceve molta meno attenzione rispetto ai robot presenti in pianta: il processo di costruzione, che dura anni, che li precede.
Il livello sottostante a entrambi
I robot, indipendentemente dalla loro posizione nel processo, dipendono da qualcosa di meno visibile: l’infrastruttura dati che collega effettivamente sensori, sistemi e impianti. Benedikt Bijick, ingegnere senior presso LyondellBasell, terrà una presentazione all’Automa Chem 2026 proprio su questo livello.
La presentazione di Bijick esamina l’Advanced Physical Layer, uno standard basato su Ethernet sviluppato appositamente per l’industria di processo che consente una comunicazione dati bidirezionale e continua anche in zone pericolose. L’APL consente a sensori e attuatori di connettersi direttamente a un’infrastruttura basata su Ethernet senza i convertitori di segnale e i gateway aggiuntivi richiesti dai vecchi sistemi fieldbus, trasmettendo i dati in tempo reale a piattaforme SCADA, MES o cloud e gettando le basi per la manutenzione predittiva e la gestione delle risorse.
Lo stato attuale della tecnologia rispecchia la storia di BASF e Sevnce più di quanto possa sembrare a prima vista. Bijick descrive l’APL come ancora in fase di valutazione e sperimentazione in tutto il settore, compresa LyondellBasell, con un potenziale reale già visibile ma con una diffusione su larga scala ancora da realizzare. Una maggiore larghezza di banda, una portata più estesa rispetto ai bus di campo convenzionali e un’architettura semplificata
rendono le prospettive positive, ma i costi iniziali di investimento, l’integrazione nei sistemi esistenti e la formazione del personale rimangono ostacoli concreti.
L’IA arriva da altri settori
La stessa sessione di Automa Chem, dedicata alle operazioni intelligenti e autonome, vede la partecipazione anche di Solvay, un’azienda chimica le cui origini risalgono al processo di produzione del carbonato di sodio di Ernest Solvay del 1863; Alba Carrero e Dawood Abdul Wajid interverranno sul tema della creazione di valore attraverso la trasformazione digitale industriale. Bayer offre ancora una volta una prospettiva diversa, con Devmallya Karar che presenterà l’IA agentica nella produzione farmaceutica, un metodo che si è sviluppato maggiormente nel settore farmaceutico e del software rispetto alla produzione chimica e che ora sta iniziando a espandersi anche in quest’ultimo.
Nel loro insieme, questi filoni descrivono la situazione attuale della produzione chimica in materia di automazione e IA. Non si tratta di un’unica storia sulla robotica, ma di quattro fronti distinti che si muovono in parallelo: i robot nelle zone operative pericolose, la robotica che torna a interessare il settore edile, l’infrastruttura dati da cui tutto il resto dipende e gli approcci di IA che migrano da settori adiacenti. Ciascuno di essi si trova in una fase di maturità diversa e, probabilmente, ciascuno determinerà la velocità con cui gli altri potranno effettivamente espandersi.
Automa Chem 2026 si terrà il 26 e 27 ottobre a Berlino, riunendo produttori chimici, società EPC, fornitori di automazione e aziende tecnologiche impegnate ad affrontare queste tematiche in un formato a porte chiuse, incentrato su sessioni strutturate e networking.