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#News
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Monitoraggio e controllo degli odori
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Rileva e controlla gli odori sgradevoli e previene i reclami
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Gli odori molesti sono la forma di inquinamento ambientale che genera il maggior numero di reclami alle autorità, sebbene siano meno riconosciuti rispetto ad altri tipi di inquinamento.
Sostanze generatrici: i composti volatili contenenti zolfo, azoto o COV si distinguono per la loro sgradevolezza. L'idrogeno solforato (H2S) ha un odore di uova marce; l'ammoniaca (NH3) e le ammine hanno un odore sgradevole; il benzene, il toluene e lo xilene (BTX) generano un "odore di benzina".
Principali fonti industriali: impianti di trattamento delle acque (H2S, NH3); industria cartaria (benzene, toluene, H2S); industria chimica (COV, mercaptani, SO2); agricoltura (ammoniaca e ammine da letame e fertilizzanti).
Normativa europea: Nel 2003 è stata introdotta la norma EN 13725 "Determinazione della concentrazione di odori mediante olfattometria dinamica". La direttiva IPPC (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) nell'UE è un quadro normativo completo che affronta le emissioni odorigene attraverso l'autorizzazione ambientale integrata (AIA). Le strutture soggette alla direttiva IPPC devono monitorare regolarmente e sistematicamente le emissioni odorigene per garantire la conformità alle normative.
Misurazione: Ai fini della conformità, vengono utilizzate tecniche come la gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS) per identificare i composti chimici odorosi nei campioni di gas. La caratterizzazione chimica consente di valutare la conformità ai limiti normativi.
Soluzioni pratiche: Dispositivi portatili come Nanoenvi EQ misurano H2S e COV utilizzando celle elettrochimiche, generando allarmi quando i livelli superano le soglie stabilite per l'azione correttiva. Per esigenze specifiche, i sistemi di monitoraggio continuo delle emissioni (CEMS) possono includere strumentazione in grado di monitorare NH3, H2S, TRS, SO2, BTX, CH4 e composti organici volatili mediante analizzatori avanzati.
Il monitoraggio costante è essenziale per garantire la conformità ambientale, proteggere la salute della comunità e dimostrare la conformità normativa attraverso dati oggettivi.