Aggiungi ai preferiti
Vedi traduzione automatica
Questa è una traduzione automatica. Per vedere il testo originale in inglese
cliccare qui
#Tendenze
{{{sourceTextContent.title}}}
Emissione a campo freddo vs. Schottky: come scegliere la sorgente di elettroni giusta per il proprio SEM
{{{sourceTextContent.subTitle}}}
La scelta della sorgente di elettroni più adatta al proprio microscopio elettronico a scansione (SEM) è fondamentale per garantire prestazioni ottimali in laboratorio.
{{{sourceTextContent.description}}}
Per chi sta valutando l’acquisto di un SEM a emissione di campo, la scelta si riduce spesso alle sorgenti a emissione di campo fredda (CFE) e a quelle di tipo Schottky. Entrambe offrono notevoli progressi rispetto alle più datate sorgenti termoioniche, ma ciascuna presenta vantaggi distinti.
Le sorgenti CFE eccellono nella qualità del fascio, garantendo una distribuzione energetica ristretta e un’elevata luminosità, il che le rende ideali per l’imaging ad altissima risoluzione e a bassa tensione di superfici delicate e materiali su scala nanometrica. Tuttavia, richiedono una maggiore manutenzione e sono sensibili alle condizioni ambientali.
D’altra parte, le sorgenti Schottky offrono una stabilità superiore e sono meno influenzate dai fattori ambientali. Sono particolarmente adatte a flussi di lavoro analitici lunghi e costanti, come la mappatura EDS e l’EBSD, rendendole la scelta più indicata per laboratori multiutente e strutture che danno priorità alla produttività e alla facilità d’uso.
In definitiva, la scelta dovrebbe allinearsi alle esigenze specifiche del proprio laboratorio, che si tratti di ottenere la massima risoluzione o di garantire stabilità e ripetibilità.
Per saperne di più, segui questo link: https://hte.hitachi-hightech.com/blog/cold-field-emission-vs-schottky