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Particelle in sospensione: una sfida ambientale per il settore edile
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L'industria delle costruzioni si trova ad affrontare una delle sue maggiori sfide ambientali: la generazione e il controllo del particolato sospeso (PM) in ambiente urbano e industriale - inquinanti di cui questo settore è uno dei principali responsabili.
Attività comuni come il movimento terra, l'uso di macchinari pesanti, la movimentazione di materiali o le opere di demolizione rilasciano grandi quantità di polveri e aerosol che non solo mettono a rischio la salute dei lavoratori in cantiere, ma peggiorano anche la qualità dell'aria nelle aree circostanti.
Queste particelle (in particolare PM10 e PM2,5) sono costituite da miscele complesse di composti solidi e liquidi di dimensioni microscopiche, che permettono loro di rimanere in sospensione nell'atmosfera per lunghi periodi.
La loro composizione varia a seconda del materiale rilasciato: cemento, silice, gesso, metalli o materia organica, tra gli altri.
Il principale rischio per la salute pubblica risiede nelle loro dimensioni minime, che permettono loro di penetrare in profondità nel sistema respiratorio.
Le particelle più fini, come il PM2,5, possono addirittura raggiungere il flusso sanguigno attraverso gli alveoli polmonari, innescando effetti infiammatori e cardiovascolari, oltre a potenziali rischi cancerogeni.
Fonti di emissione e sfide nel controllo delle particelle
In qualsiasi progetto di costruzione, le emissioni di particelle sospese provengono da un'ampia gamma di operazioni: scavi, stoccaggio di materiali, traffico di veicoli pesanti, taglio del calcestruzzo, sabbiatura e persino il movimento di attrezzature e lavoratori in cantiere.
Quando diverse di queste attività coincidono - cosa comune nei cantieri - è facile che le concentrazioni di polvere superino i limiti di esposizione professionale stabiliti dalle normative ambientali, sanitarie e di sicurezza, o dalle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Inoltre, il controllo di queste particelle in sospensione pone ulteriori sfide a causa di due fattori chiave: le mutevoli condizioni atmosferiche e la natura temporanea e dinamica dei cantieri.
Questa combinazione rende inefficienti i tradizionali metodi di campionamento manuale della qualità dell'aria, in quanto non consentono un monitoraggio continuo o una risposta rapida a concentrazioni elevate.
Il settore ha quindi bisogno di soluzioni intelligenti basate su sistemi di monitoraggio continuo dell'aria, dotati di tecnologie automatizzate e certificate che garantiscano la conformità agli standard, prevengano i rischi ed evitino reclami o sanzioni, il tutto operando in modo più efficiente.
Tecnologia per il controllo in tempo reale
I sistemi di monitoraggio ambientale di ultima generazione, come quelli sviluppati da Kunak, consentono di misurare in tempo reale la concentrazione di particelle sospese, individuare i picchi di emissione e collegarli a specifiche attività del sito.
Queste soluzioni, che combinano sensori ottici ad alta precisione, connettività IoT e piattaforme analitiche basate su cloud, forniscono dati operativi che ottimizzano i processi - con una conseguente gestione più efficiente e un'efficace riduzione dell'impatto ambientale del settore edile.
Misurare per andare avanti
Al di là della conformità normativa, il settore edile trae grandi vantaggi da una rete di monitoraggio della qualità dell'aria in cantiere.
Rafforza la sua responsabilità ambientale e il suo impegno aziendale, aggiungendo al contempo un valore significativo negli appalti pubblici e nei progetti in cerca di certificazioni di sostenibilità.
Il monitoraggio continuo della qualità dell'aria è un vantaggio certificato e strategico che consente di individuare precocemente gli incidenti prima che portino a sanzioni, di proteggere la salute dei lavoratori e di migliorare la reputazione ambientale di un'industria delle costruzioni impegnata nell'efficienza e nella sostenibilità.
Kunak Technologies S.L.
www.kunakair.com