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Solgeo nel cuore della Basilica di San Pietro in Vaticano:
Le competenze tecniche dell’azienda bergamasca per il progetto “Oltre il visibile” di Eni
C’è anche l’eccellenza tecnologica di Solgeo dietro il progetto di salvaguardia e conservazione della Basilica di San Pietro, promosso da Eni e Fabbrica di San Pietro. L'azienda, leader nel settore della geofisica applicata e del monitoraggio strutturale, è stata scelta da Eni (Sponsor del Progetto) a supporto della fase operativa per l'installazione dei sistemi di monitoraggio ad alta precisione previsti dal progetto Eni “Oltre il visibile”.
Il progetto “Oltre il visibile” realizzato da Eni in occasione del Giubileo e del IV Centenario della Dedicazione della Basilica di San Pietro, ha visto Solgeo impegnata in una sfida tecnologica senza precedenti: integrare rilievi geofisici, geologici e sensori strutturali in un unico modello digitale 3D “Digital Twin” realizzato da Eni, interrogabile in tempo reale.
Il contributo tecnico di Solgeo
La collaborazione con Eni si è tradotta nell’esecuzione di indagini geofisiche non invasive all’interno e all’esterno della Basilica che ha condotto alla ricostruzione, senza precedenti, della geologia del sottosuolo su cui si fonda la struttura che comprende aree iconiche, come le zone ipogee, le Grotte Vaticane e la Necropoli.
Grazie all'installazione di tre reti di monitoraggio principali, composte da accelerometri, inclinometri da parete, inclinometri astrometrici e antenne GNSS di posizionamento satellitare di precisione, i tecnici della Fabbrica di San Pietro ora possono, per la prima volta in assoluto, rilevare spostamenti millimetrici, sia assoluti che relativi e rotazioni infinitesimali, nelle aree sensibili ben individuate da studi storici, tra cui la Facciata del Maderno e il tamburo della Cupola di Michelangelo, garantendo un controllo costante (24/7) sullo stato di salute della Basilica.
Il commento del CEO di Solgeo
“Essere stati scelti da Eni per una sfida di tale prestigio e complessità è per noi motivo di profondo orgoglio,” ha dichiarato Stefano Limonta, CEO di Solgeo. “Desidero ringraziare sentitamente Eni per aver riconosciuto e valorizzato le competenze specialistiche della nostra struttura. La peculiarità di Solgeo risiede nella capacità di unire l'anima ingegneristica a quella geofisica: non ci limitiamo a fornire dati, ma progettiamo sistemi integrati capaci di rendere 'parlante' una struttura complessa come la Basilica. Un ringraziamento anche ai nostri tecnici e ingegneri che hanno saputo cogliere la “delicatezza” del contesto in cui dovevamo operare, muovendosi in “punta di piedi” e il cui operato è stato molto apprezzato dalla Fabbrica. Abbiamo saputo “ascoltare” le dinamiche di una struttura viva da secoli, intervenendo senza alterare il suo equilibrio e, anzi, garantendone la massima tutela. E grazie alla lungimiranza di Eni, abbiamo potuto applicare per la prima volta tecnologie di monitoraggio di derivazione ambientale a un contesto monumentale unico al mondo, creando uno strumento digitale che servirà alle generazioni future per la conservazione di questo immenso patrimonio.”
Un modello per il futuro
L’approccio multidisciplinare adottato da Eni ha permesso di unire il modello metrico-architettonico della Basilica con quello idrogeologico del sottosuolo con il sistema di monitoraggio strutturale. Il risultato è un sistema dinamico che permette di guardare, appunto, "oltre il visibile", trasformando la Basilica in un organismo vivo e costantemente monitorato.